pratiche ambientali
  • Consulenza in materia di gestione rifiuti e sistema SISTRI;
  • Studi di fattibilità, pratiche ambientali e progetti per l’ottenimento di autorizzazioni ambientali;
  • Rumore interno ed esterno (compresi rilievi fonometrici);
  • Pratiche per Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA IPPC) e VIA;
  • Aggiornamento normativo;
  • Procedure albo gestori rifiuti e provincia
  • Gestione contabilità rifiuti (MUD);
  • Implementazione di Sistemi aziendali di Gestione Ambientale per la Certificazione in conformità alla norma EN ISO 14001 e Registrazione secondo i Regolamenti EMAS.

Le normative comunitarie in materia ambientale hanno richiesto alle organizzazioni di assicurare non solo una qualità di specifica, ma di adottare un sistema di gestione aziendale strutturato in modo da rispondere alle esigenze ambientali e raggiungere una positiva integrazione delle proprie realtà produttive e lavorative all’interna della comunità.

La norma EN ISO 14001 ed i Regolamenti EMAS specificano i requisiti che una organizzazione deve rispettare per stabilire una politica e dei programmi ambientali, tenendo conto delle prescrizioni legislative e gestendo gli aspetti ambientali connessi alle proprie attività al fine di ridurne gli impatti.

Perché attuare e mantenere un Sistema di Gestione Ambientale?

Attuare un sistema di gestione ambientale permette di:

  • operare nell’ottica del conseguimento dell’eco-efficienza;
  • gestire i processi e le attività in modo da ridurre sprechi e costi ambientali per energia, materie prime, costi di disinquinamento e danni ambientali, ammende per sanzioni ed infrazioni e premi assicurativi;
  • accedere a particolari canali di finanziamento che premiano programmi di eco-efficienza;
  • ottemperare a tutti gli obblighi di legge previsti dalla normativa in campo ambientale;
  • migliorare le prospettive di mercato ed il prestigio verso l’esterno;
  • migliorare le relazioni con gli stake holders.

Fideiussioni ridotte dell’80% con Certificazioni Ambientali

Il Nuovo Codice Appalti (Decreto Legislativo 50/2016) prevede all’articolo 93 meccanismi di riduzione dell’importo delle fideiussioni per gli operatori economici in possesso di certificazioni, favorendo le aziende attente alla gestione ambientale.

Infatti, se per le aziende certificate secondo i sistemi di gestione di qualità ISO 9001 è previsto un meccanismo di riduzione delle fideiussioni del 50%, come già in precedenza, sono ora agevolate le imprese in possesso di certificazioni legate all’ambiente. In particolare, per le aziende certificate secondo i sistemi di gestione ambientale 14001/EMAS è previsto un ulteriore 30 % di sconto, cumulabile con quelle previste in caso di certificazione del sistema di qualità: le riduzioni possono pertanto arrivare all’80% dell’importo totale richiesto.

In caso di ISO 14001 la riduzione prevista è del 20%.

Regolamento UE 333/2011 e UE 715/2013. Recupero Rottami di Ferro, Acciaio, Alluminio e Rame.

Chi è tenuto ad applicare il Regolamento UE 333/2011 e UE 715/2013?
Tutti coloro che commercializzano rottami di ferro, acciaio, alluminio e rame, sia che siano produttori (ovvero, un detentore che cede ad un altro detentore rottami che per la prima volta hanno cessato di essere rifiuti), sia che siano importatori (esempio, qualsiasi persona fisica o giuridica che introduce nel territorio doganale dell’Unione rottami metallici che hanno cessato di essere considerati rifiuti.

Quando entrano in vigore?
I nuovi Regolamenti UE 333/2011 e UE 715/2013 sono già entrati in vigore rispettivamente il 9 0ttobre 2011 e il 14 Marzo 2013 e stabiliscono quali procedure deve essere effettuare da chi produce/commercializza i rottami al fine di classificarli End of Waste.

Che cosa contengono i Regolamenti End of Waste?
La Direttiva comunitaria 2008/98/CE sull’ “end of waste” sancisce la fine della qualifica di rifiuto (end of waste) e indica quattro requisiti generali perchè lo stesso non sia più considerato tale.

Nello specifico il rifiuto deve:
a) offrire un utilizzo comune per determinati scopi specifici;
b) avere un mercato o una domanda;
c) soddisfare i requisiti tecnici per gli scopi specifici cui è destinato e rispettare la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti;
d) non comportare con il suo utilizzo impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana.

Che cosa bisogna fare per essere in regola?
• Il produttore deve applicare un sistema di gestione della qualità che preveda il controllo di accettazione dei rifiuti utilizzati, il monitoraggio dei processi e delle tecniche di trattamento, il monitoraggio della qualità dei rottami metallici ottenuti e l’efficacia del monitoraggio delle radiazioni;
• il produttore deve avere personale qualificato preposto al controllo e alla valutazione delle caratteristiche dei rottami oggetto dei suddetti Regolamenti, inclusa la sorveglianza radiometrica;
• il produttore deve chiedere il rilascio del certificato di conformità a/ai Regolamento/i di cui sopra a un Organismo preposto alla valutazione della conformità ai sensi del Reg. (CE) n.765/2008 (quale Istituto Giordano). Il rilascio del certificato è subordinato all’esito positivo di una visita periodica, con cadenza triennale, finalizzata al riscontro dei requisiti stabiliti da detti Regolamenti (UE 333/2011 e/o UE 715/2013).

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Safety & Quality di offre tutta una serie di Servizi e Consulenze Tecnico Aziendali in Materia di Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Igiene nei luoghi di Lavoro.

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  • Ambiente

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pratiche ambientali
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  • Studi di fattibilità, pratiche ambientali e progetti per l’ottenimento di autorizzazioni ambientali;
  • Rumore interno ed esterno (compresi rilievi fonometrici);
  • Pratiche per Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA IPPC) e VIA;
  • Aggiornamento normativo;
  • Procedure albo gestori rifiuti e provincia
  • Gestione contabilità rifiuti (MUD);
  • Implementazione di Sistemi aziendali di Gestione Ambientale per la Certificazione in conformità alla norma EN ISO 14001 e Registrazione secondo i Regolamenti EMAS.

Le normative comunitarie in materia ambientale hanno richiesto alle organizzazioni di assicurare non solo una qualità di specifica, ma di adottare un sistema di gestione aziendale strutturato in modo da rispondere alle esigenze ambientali e raggiungere una positiva integrazione delle proprie realtà produttive e lavorative all’interna della comunità.

La norma EN ISO 14001 ed i Regolamenti EMAS specificano i requisiti che una organizzazione deve rispettare per stabilire una politica e dei programmi ambientali, tenendo conto delle prescrizioni legislative e gestendo gli aspetti ambientali connessi alle proprie attività al fine di ridurne gli impatti.

Perché attuare e mantenere un Sistema di Gestione Ambientale?

Attuare un sistema di gestione ambientale permette di:

  • operare nell’ottica del conseguimento dell’eco-efficienza;
  • gestire i processi e le attività in modo da ridurre sprechi e costi ambientali per energia, materie prime, costi di disinquinamento e danni ambientali, ammende per sanzioni ed infrazioni e premi assicurativi;
  • accedere a particolari canali di finanziamento che premiano programmi di eco-efficienza;
  • ottemperare a tutti gli obblighi di legge previsti dalla normativa in campo ambientale;
  • migliorare le prospettive di mercato ed il prestigio verso l’esterno;
  • migliorare le relazioni con gli stake holders.

Fideiussioni ridotte dell’80% con Certificazioni Ambientali

Il Nuovo Codice Appalti (Decreto Legislativo 50/2016) prevede all’articolo 93 meccanismi di riduzione dell’importo delle fideiussioni per gli operatori economici in possesso di certificazioni, favorendo le aziende attente alla gestione ambientale.

Infatti, se per le aziende certificate secondo i sistemi di gestione di qualità ISO 9001 è previsto un meccanismo di riduzione delle fideiussioni del 50%, come già in precedenza, sono ora agevolate le imprese in possesso di certificazioni legate all’ambiente. In particolare, per le aziende certificate secondo i sistemi di gestione ambientale 14001/EMAS è previsto un ulteriore 30 % di sconto, cumulabile con quelle previste in caso di certificazione del sistema di qualità: le riduzioni possono pertanto arrivare all’80% dell’importo totale richiesto.

In caso di ISO 14001 la riduzione prevista è del 20%.

Regolamento UE 333/2011 e UE 715/2013. Recupero Rottami di Ferro, Acciaio, Alluminio e Rame.

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I nuovi Regolamenti UE 333/2011 e UE 715/2013 sono già entrati in vigore rispettivamente il 9 0ttobre 2011 e il 14 Marzo 2013 e stabiliscono quali procedure deve essere effettuare da chi produce/commercializza i rottami al fine di classificarli End of Waste.

Che cosa contengono i Regolamenti End of Waste?
La Direttiva comunitaria 2008/98/CE sull’ “end of waste” sancisce la fine della qualifica di rifiuto (end of waste) e indica quattro requisiti generali perchè lo stesso non sia più considerato tale.

Nello specifico il rifiuto deve:
a) offrire un utilizzo comune per determinati scopi specifici;
b) avere un mercato o una domanda;
c) soddisfare i requisiti tecnici per gli scopi specifici cui è destinato e rispettare la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti;
d) non comportare con il suo utilizzo impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana.

Che cosa bisogna fare per essere in regola?
• Il produttore deve applicare un sistema di gestione della qualità che preveda il controllo di accettazione dei rifiuti utilizzati, il monitoraggio dei processi e delle tecniche di trattamento, il monitoraggio della qualità dei rottami metallici ottenuti e l’efficacia del monitoraggio delle radiazioni;
• il produttore deve avere personale qualificato preposto al controllo e alla valutazione delle caratteristiche dei rottami oggetto dei suddetti Regolamenti, inclusa la sorveglianza radiometrica;
• il produttore deve chiedere il rilascio del certificato di conformità a/ai Regolamento/i di cui sopra a un Organismo preposto alla valutazione della conformità ai sensi del Reg. (CE) n.765/2008 (quale Istituto Giordano). Il rilascio del certificato è subordinato all’esito positivo di una visita periodica, con cadenza triennale, finalizzata al riscontro dei requisiti stabiliti da detti Regolamenti (UE 333/2011 e/o UE 715/2013).

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